End of the Road Bar

Recensione

Parte Prima
Daniele Batella

End of the road bar di Daniela Batella

Recensione

Questa è la prima recensione che scrivo dopo aver iniziato il master in editoria. Non so quanto possa essere cambiata nel valutare uno scritto, in ogni caso eccomi di nuovo qui a parlare di una nuova lettura!

End of the Road bar è il primo volume di una dilogia edita da DarkZone.

Un gruppo disparato di persone viene colto allimprovviso da un temporale e si rifugia nel bar gestito da Penny, un locale molto particolare.

Del resto all’End of the Road non si tornava mai per più di due volte. Questa era la regola non scritta del locale.

Senza neanche rendersene conto, i personaggi iniziano, uno dopo l’altro, ad aprirsi e a raccontare la loro storia. Si svelano, uno dopo l’altro, davanti ai cocktail abilmente preparati dalla misteriosa barista. Così l’anziana Hiroe Yamamoto ripercorre la propria giovinezza, il bel David Ward confida un passato ignoto anche alla sua compagna Lana,  Elsa trova il coraggio di raccontare quando era ancora Milo.

Racconti che hanno in comune una carta dei tarocchi, storie che sono allo stesso tempo intrise di dolcezza e amara disillusione, in cui sono rinchiuse sia la disperazione di una vita che ti ha tolto tutto, sia la speranza di un futuro roseo.

Nonostante i personaggi all’inizio appaiano come stereotipati, più ci inoltriamo nel loro passato, più ci rendiamo conto di quanto siano sfaccettati, complessi, profondi. Così la cantante altezzosa, polemica, arrogante e che all’inizio appare così fredda, si rivela essere una donna profondamente ferita dal tradimento.

Purtroppo il romanzo termina troppo in fretta, lasciandoci proprio a metà dell’azione, senza un vero excipit.  A tutti gli effetti, sembra essere stato concepito come libro unico e separato solo successivamente, ma questo è un difetto che ho riscontrato in un’altra saga edita sempre da DarkZone, presumo sia stata perciò una scelta editoriale.

A livello stilistico abbiamo un uso molto delicato degli aggettivi e delle descrizioni, tuttavia a volte l’autore scivola sulla scelta poco azzeccata di alcuni vocaboli, specie durante la narrazione di scene erotiche. Non riporterò esempi, ma ci sono delle situazioni molto dolci, descritte con estrema delicatezza rovinate dalla scelta di un singolo vocabolo che rischia di rovinare l’intera magia. Suppongo sia dovuto anche all’editing (ora ne sono praticamente certa) della casa editrice, che risulta essere davvero troppo blando.

Tralasciando gli aspetti tecnici, la storia può essere incuneata nel fantastico, più che nel fantasy vero e proprio, oserei dire che il genere appartiene al realismo magico, in quanto le situazioni sono tremendamente reali e con solo qualche sprazzo (almeno in questa prima parte) di magia.

Consigliato soprattutto a chi ha apprezzato(e se non l’avete vista, guardatela!) la serie anime Death Parade. La successione dei racconti in End of the road bar mi ha ricordato molto il modo (il modo, non la trama!) in cui sono sviluppati gli episodi, trovando alcune piacevoli similitudini.

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