Fanfiction

La villa

Magic: The Gathering

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La villa

Magic: The Gathering

Storia scritta per un contest di Halloween. Ho fuso un po’ di generi di Creepypasta (il tu, l’argomento “famoso” e il gioco del demone).

È un testo molto vecchio, del 2014. Non mi ritrovo più in questo stile – se così si può chiamare – pieno di avversative, ripetizioni, poco mostrato e con frasi brevi e concise. Un auto-editing sarebbe davvero crudele, ma resto comunque affezionata a questa storia perché è la ragione che mi ha spinta ad aprire il blog su wordpress.com.

Enjoy.

Sei in quinta superiore. Da quasi un anno hai smesso di giocare a Magic: The Gathering e ora sembra diventato la nuova moda di classe. Inizialmente fai finta di nulla, quel gioco è legato a un momento triste della tua vita, ma alla fine ti fai prendere e consigli i neofiti. Le nuove regole non sono un problema, quando non sai qualcosa la trovi facilmente su internet. Così passano le giornate a scuola, tra le prime interrogazioni e le partite nell’intervallo, e arriva la settimana prima di halloween. Il freddo pungente ti ricorda quando, quasi un anno prima, la tua ex ragazza ti pose l’ultimatum: o me o i tornei. Così hai finito per perderli entrambi: ragazza e gioco. Scuoti la testa. Forse potresti ricominciare a giocare, senza ragazza sei più libero.

A casa ribalti camera tua alla ricerca delle vecchie carte di cui non sei mai riuscito a liberarti. Le trovi, cerchi le nuove liste e vedi i costi delle carte che ti mancano. Valuti se ti conviene comprare le carte singole o uno dei box delle espansioni che ti sei perso… Insomma torni nel giro. Sei felice, ma un campanello d’allarme ti suona in testa, qualcosa che dovresti sapere e che non riesci a ricordare.

Qualcosa sbatte alla tua finestra. Ti volti di scatto ma non c’è nulla, neanche il segno dell’impatto. A volte capita che qualche uccello sbatta contro il vetro, di solito resta lì qualche secondo per riprendersi dalla botta. Ti alzi a guardare. Sul muretto di un giardino vicino due gatti ti guardano. Uno nero e uno bianco, seduti vicini uno accanto all’altro. Ti giri.

Il wallpaper dei due gatti di Dark Ascension brilla sullo schermo.

Il giorno dopo torni a scuola con il tuo mazzo appena montato. Niente di competitivo, solo qualcosa per divertirti. A causa di halloween hai finito per scegliere un mononero. Inizi a giocare ma il campanello nella tua testa continua a suonare. Giochi svogliato, con l’inquietudine che cresce fino a quasi farti scoppiare a piangere. Alla terza partita vai in bagno per riprenderti e ti assale la nostalgia della tua ex. Più ci pensi e più ti chiedi cos’è successo tra voi due… Hai scelto lei ma non si è più fatta sentire e solo ora ti chiedi perché. Cerchi di ricordare le discussioni ma non le ricordi. La campanella suona e torni in classe.

Tornando a casa ti senti seguito. Ti volti e, guardandoti in giro, noti i due gatti che ti seguono. Ti fermi a guardarli, loro si avvicinano e iniziano a strusciarsi contro la tua gamba, facendo le fusa. Pensi che sia una cosa inquietante ma allo stesso tempo quei micetti ti tranquillizzano. Ricominci a camminare. Arrivato a casa i due gatti si mettono sul muretto, come due angeli custodi. Quelle due carte ti hanno sempre fatto tenerezza e le avevi recuperate foil ma ora era come averle vive vicino a te.

Più i giorni passano più l’ansia cresce. Gli incubi sono ormai i tuoi compagni di notte e inizi a chiederti se la decisione di aver smesso di giocare non sia stata solo quella di tenerti stretto la tua ragazza…

Arriva il 31 ottobre. La forte ansia ti ha causato una forte febbre e resti a casa. Non hai parlato a nessuno di questi tuoi problemi né degli incubi, se anche qualcuno pensasse che la febbre fosse causata da ciò finiresti dallo psicologo e non vuoi. I gatti sono sul tuo letto. Non sai come sono sono entrati ma ti sei convinto che stanno tenendo lontano qualcosa. Ti alzi dal letto per prendere la bottiglia d’acqua che tua madre ti ha lasciato sulla scrivania. La tua attenzione viene catturata da un libro nascosto sopra la libreria, appoggiato sul mobile. Più lo guardi più tu chiedi come sia possibile che stia lì. Ti decidi e lo prendi. I gatti soffiano. Ti volti e vedi che puntano il libro. Lo afferri. Sembra un diario, di quelli vecchi in cuoio. Sei sicuro di non aver mai avuto quel libro in camera, lo giri, lo osservi, cerchi un titolo ma nulla, le lettere non sono state cancellate, semplicemente non sono mai esistite. Lo apri e inizi a svogliare le pagine ingiallite. La prima è bianca ma la seconda ti fa sorridere: “Grimorio”. Giri le successive e ti accorgi che quelli descritti sono incantesimi. Sorridi. Poi, all’improvviso ti assale il terrore. A ogni pagina che giri la tua memoria viene riscritta, come se una mano invisibile stesse togliendo delle cancellature, per far tornare la pagina della tua memoria come un tempo.

Un anno prima

30 ottobre

La tua fumetteria aveva indetto, per halloween, un torneo di Magic. Speravi in un Two-Headed Giant con la tua ragazza ma lei aveva altri programmi che tu non approvavi molto. In un vecchio negozio di  antiquariato, aveva trovato un libro (il vecchio diario di un mago a quanto sembrava), e voleva provare qualche incantesimo la notte di halloween. Non ti piaceva che giocasse con certe cose ma di certo non potevi impedirglielo, specie perché aveva iniziato a chiamarti uno stupido bigotto superstizioso. Così prendeste la decisione di separarvi per la serata, lei e alcuni vostri amici avrebbero fatto una festa in una piccola villa presa in affitto, tu al torneo.

31 ottobre

Il torneo durò poco. Pochi iscritti, poca voglia di giocare. Così cercasti di chiamare la tua ragazza che non rispose. Infastidito, ti recasti alla villa.

Messina

Suonasti alla porta ma non ti aprì nessuno, guardasti l’ora: le 00:30. Guardasti anche il cellulare ma ti segnava la stessa ora. Il torneo era iniziato alle 21 ma alle 22:30 era già finito… Ci voleva mezzora ad arrivare fin lì, dov’era finita l’altra ora e mezza? Guardasti le finestre, le luci erano spente. Avresti voluto scappare via ma lì dentro c’era l’unica persona che ti capiva davvero e che ti sopportava, ripensasti al fatto che non aveva risposto al cellulare. Prendendo coraggio, entrasti. C’era solo un libro a terra, in mezzo a un pentacolo e a tante candele, aperto su un incantesimo in particolare: “Vivificare personaggi immaginari”. Solo allora vedesti gli altri libri, le carte, i DVD sparsi a terra. Sentisti urlare dal piano di sopra.

«Ciao.»

La tua ragazza era dietro di te, sembrava stare bene anche se sul suo viso leggevi un misto di terrore e tristezza.

«Sai, la villa, il diario… È tutto collegato. Non siamo i primi, non saremo gli ultimi. Ma tu, per fortuna, non c’eri. Ti affido all’unica cosa buona che abbiamo fatto stasera, i gatti. Non dovevi venire. Ora, anche se solo per metà, hai partecipato al rituale, ma loro ti proteggeranno. Per me ormai è finita… Ma tu non devi soffrire.»

Oggi

Piangi. Ti vesti e con la febbre a quaranta corri verso quella maledetta villa. Nei tuoi incubi hai visto gli orrori di quella villa, non sai collegare bene gli avvenimenti ma sai che comunque è tutto relegato alla notte di halloween, la mattina dopo sparisce tutto. I gatti ti seguono, non sai se sono davvero i due mici di Magic ma di certo ti hanno protetto da ciò che è stato richiamato alla vita quella notte. Secondo il grimorio, tutti coloro che toccano il pentacolo la notte tra il 31 e l’1 entrano a far parte di un gioco crudele. Bisogna stare attenti a cosa si evoca, gli eroi fittizi sono spesso malvagi. Quando arrivi, i gatti iniziano a soffiare alla villa. La guardi. Nel libro hai letto che ciò che evochi inizia a cercarti. Nella villa l’anno scorso c’erano fumetti sui vampiri, film dell’horror, libri fantasy… ma ciò che ti faceva più paura erano le carte che erano sul pavimento… Hai visto nei sogni che lei ha evocato solo i gatti, non è diventata l’obbiettivo di nessuno allora perché non è tornata? Perché ti ha cancellato la memoria?

Il pentacolo è ancora lì. Per tutto il pomeriggio cerchi nella villa ma non trovi nulla. Allora rileggi il libro e noti una frase sfuggita prima.

“… ma il gioco ha un prezzo. Dipende dalla richiesta. Un semplice tributo, una mela, un soldo, un dito, la vita, l’anima. Per tutta la notte, coloro che toccheranno il pentacolo potranno giocare, chi tocca il pentacolo a gioco iniziato pagherà metà prezzo.”

Cosa vuol dire? Lo stai per scoprire. La tua amata non fece altro che evocare due anime buone che mai avrebbero giocato con lei. Ma un prezzo va pagato, il libro si è preso la sua anima. Ma tu non hai iniziato il gioco, hai solo toccato il pentacolo. Normalmente perderesti qualche parte del corpo ma così non sarebbe divertente né leale dato che non hai chiesto nulla e le regole del gioco vanno rispettate, questo lo sai bene, vero? Sei un giocatore anche tu del resto. Quindi, che ne dici di giocare con me? Se vinci tu ti restituisco corpo e anima della tua ragazza e ti lascio vivere la tua vita indenne, se vinco io mi prendo il tuo corpo, ci stai? Il gioco è semplice, da qualche parte, in uno dei mondi che avete evocato, è rinchiusa l’anima della tua ragazza, trovala. Hai un anno di tempo.

11 mesi dopo

Il freddo pungente ha fatto gelare il pelo dei mici, ma a loro non importa, non sono veramente vivi. Ora sorvegliano un ospedale, dove è in cura il corpo di un ragazzo caduto in coma per cause sconosciute. È stato trovato dalla polizia in una villa. I medici non sanno spiegarsi il perché, ma di recente ha iniziato a reagire. Sono fiduciosi, fra poco si sveglierà.

Farai in tempo o sarò io il nuovo padrone del tuo corpo?

Black Cat, Dark Ascension by David Palumbo
Sanctuary Cat , Dark Ascension by David Palumbo

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