Scrittura

Descrivere un profumo

Consigli per la scrittura creativa

Nell'immagine: una boccetta di profumo di colore giallo

Avete mai provato a descrivere un profumo? Quali sono gli aggettivi da usare in un racconto di scrittura creativa? In Havel il protagonista riesce a distinguere la maggior parte dei profumi cosmetici. Questa sua abilità non deriva né da capacità innate né da uno studio approfondito, semplicemente la madre ne usava molti e lui ha imparato a riconoscerli. Finché ho descritto profumi che conosceva, non ho avuto difficoltà, il problema è nato quando non ha saputo riconoscere la provenienza di un particolare odore. Mi sono resa conto di quanto possa essere difficile descrivere una fragranza, specie se il nostro personaggio non conosce la fonte, noi non siamo abituati a descrivere un odore, a differenza di un sapore o di un colore.

Vi siete mai chiesti perché? Io sì, e ora proverò a rispondere a questa domanda e a dare qualche consiglio.

Qualche esempio dalla letteratura

Per scrivere questo articolo mi sono trovata in difficoltà: non mi sono venute in mente descrizioni letterarie degne di nota di odori (tralasciando le ovvie madeleine di Proust e Profumo di Süskind). Ho chiesto in giro, ma gli estratti erano sempre “sapeva di arancia”, mentre quello che cercavo io era qualcosa di diverso, di più emozionale. Non avendo mai letto Profumo, ho cercato con il tasto cerca e anche così ho faticato a trovare nel romanzo quel che cercavo, ma al quinto capitolo eccolo:

Che quella bevanda bianca che Madame Gaillard somministrava ogni mattina ai suoi pupilli venisse comunque chiamata latte, quando per la sensibilità di Grenouille ogni mattina aveva un odore e un sapore del tutto diversi, a seconda che fosse più o meno calda, a seconda della mucca da cui proveniva, di quello che la mucca aveva mangiato, della crema che vi era stata lasciata e così via… che il fumo, una struttura olfattiva in cui si riflettevano centinaia di singoli aromi, che di minuto in minuto, anzi di secondo in secondo si trasformava in un miscuglio nuovo, come il fumo del fuoco, possedesse appunto soltanto quell’unico nome «fumo»… che la terra, il paese, l’aria, che a ogni passo e a ogni respiro erano colmi di un odore diverso e quindi animati da un’identità diversa, potessero essere definiti soltanto da quelle tre grossolane parole… tutte queste disparità grottesche tra la ricchezza del mondo percepito con l’olfatto e la povertà del linguaggio facevano sì che il ragazzo Grenouille dubitasse del senso del linguaggio in genere, e si rassegnasse a farne uso soltanto quando i rapporti con altri esseri umani lo rendevano indispensabile.

Profumo, Patrick Süskind

Oppure, dal Don Chisciotte:

Ma dimmi: non è egli vero, replicò don Chisciotte, che ella accompagna la sua alta statura coll’ornamento di mille milioni di grazie dell’animo? Non mi negherai, o Sancio, una cosa: quando ti trovasti sì accanto a lei, non sentisti un odore sabeo, una fragranza aromatica; un non so che di prezioso che non saprei distinguere con nome suo proprio, ma che pure si ravvicina a quell’olezzo e a quell’odore che si sente nella bottega di un elegante profumiere? — Quello che so dire, rispose Sancio, si è che io le ho sentito un tufo di pesce secco; e questo proveniva dall’esser ella molto sudata, e tanto che le grondava giù un succidume piuttosto puzzolente. — Questo è impossibile, rispose don Chisciotte, ma forse che tu eri allora infreddato o mandavi cattivo odore tu stesso; perchè io so benissimo la fragranza che getta quella rosa tra le spine, quel giglio dei prati, quell’ambra liquefatta.

Don Chisciotte della Mancia, Miguel de Cervantes

Oppure una poesia di Charles Baudelaire:

Lecteur, as-tu quelquefois respiré

Avec ivresse et lente gourmandise

Ce grain d’encens qui remplit une église,

Ou d’un sachet le musc invétéré ?

Charme profond, magique, dont nous grise

Dans le présent le passé restauré !

Ainsi l’amant sur un corps adoré

Du souvenir cueille la fleur exquise.

De ses cheveux élastiques et lourds,

Vivant sachet, encensoir de l’alcôve,

Une senteur montait, sauvage et fauve,

Et des habits, mousseline ou velours,

Tout imprégnés de sa jeunesse pure,

Se dégageait un parfum de fourrure.

Le parfum, Charles Baudelaire

Ma a questo punto la domanda sorge spontanea: come possiamo descrivere qualcosa che non siamo abituati a descrivere?

Quali sono gli aggettivi e le sensazioni su cui dobbiamo concentrarci? Dobbiamo prima di tutto dividere il contesto: l’odorato è tra i cinque sensi forse il più primitivo, al punto che spesso agisce più sul subconscio che sulla parte conscia della mente, ma prima di concentrarci sulle sensazioni, è bene capire come funziona un profumo.

Le note

Tempo fa partecipai a un laboratorio artistico basato sui profumi al PAC di Milano e tenuto da Maria Candida Gentile in cui la Maître Parfumeur ha spiegato come si crea un profumo. Tra i vari ingredienti utilizzati, ce ne sono anche di non “gradevoli all’olfatto”. Come… gli escrementi di topo1.

Può essere utile sapere che l’atto di odorare un profumo si divide in realtà in tre diversi momenti, che vengono chiamate “note”:

  • note di testa: sono le prime che sentiamo, durano pochi minuti. A livello chimico, sono le prime molecole che evaporano.
  • note di cuore: sono le note che perdurano. Sono le più importanti, perché sono quelle che ci accompagnano fino alla fine.
  • note di fondo: sono le note che si sentono dopo molte ore, addirittura anche il giorno dopo.

Ogni profumo ha inoltre una sua descrizione: floreale, esotica, legnosa, animale… esattamente come i vini. Sono tutti metodi abbastanza tecnici per descrivere un profumo, ma nella mia personale visione dello scrittore, un testo di narrativa deve in primo luogo esprimere emozioni. Che fare, dunque, se il personaggio non è un esperto?

Odori, profumi, fragranze e ricordi: l’odorato è istinto

Come già detto, l’olfatto è forse tra i cinque sensi quello più primitivo e immediato. Possiamo tapparci le orecchie e non ascoltare, possiamo chiudere gli occhi e non vedere, possiamo non mangiare e bere per diverse ore, ma non possiamo trattenere il respiro per più di qualche minuto.

Gli odori evocano ricordi. 

Fate una prova: prendete un profumo e odoratelo. 

In qualche modo vi ricorderà qualcosa: un prato, l’erba, il pulito, l’amore… che sia un concetto astratto o reale, qualcosa evoca. Basatevi su questo, sui ricordi, sulle sensazioni. Magari al vostro personaggio ricorderà l’abbraccio materno, perché la nota di cuore del profumo preferito della madre era proprio quella fragranza che sta odorando in quel momento.

Ricordatevi, però, che i profumi possiamo anche smettere di sentirli. Proprio perché l’odorato è così primitivo, esso ha una funzione pratica. Tramite gli odori siamo capaci di individuare cambiamenti nell’aria, come ad esempio del fumo, ma siamo capaci di farlo proprio perché alcuni non li sentiamo, il nostro stesso odore per esempio. Se una persona ha vissuto diverso tempo nella sporcizia senza lavarsi, non sentirà più quel tipo di odore, perché ormai si è abituato. 

Provate a descrivere il vostro profumo preferito, sia in modo più tecnico (barate pure, usate internet e leggetene la descrizione professionale, poi rielaboratela) sia in versione più poetica.


1 tranquilli, oggi questo tipo di molecola viene sostituita da molecole sintetiche.^

Ringraziamenti e fonti

Grazie ad Alice Jane Raynor dell’omonimo blog per le citazioni di Baudelaire e Don Chichiotte.

Link utili

Le parole di una traduttrice: http://www.paroledimoda.com/en/raccontare-il-profumo/

Terminologia utile: profumeriaweb.com/magazine/profumeria-terminologia

Aggettivi 1: https://www.dizy.com/it/voce/profumo/aggettivi

Aggettivi 2: http://www.adjiumi.it/adjnpforum/index.php?showtopic=2880

Note olfattive: https://www.farotti.com/descrizioni-olfattive

Famiglie olfattive: https://www.bioteko.it/le-fragranze-dei-profumi/

Wiki in francese, inglese e spagnolo: https://www.wikiparfum.fr/home

Laboratorio PAC: http://www.pacmilano.it/events/il-profumo-dei-ricordi-laboratorio-olfattivo/


Scopri Havel, il mio romanzo fantasy a questo link.

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