Scrittura

il ricevente

Consigli per la scrittura creativa

Perché è importante il target del nostro scritto?

In questo articolo, ci siamo chiesti perché l’uomo sente il bisogno di comunicare, oggi ci soffermiamo sul come

Abbiamo visto che si comunica perché dobbiamo manifestare e risolvere un bisogno. Per comunicare necessitiamo dunque di tre oggetti:

  • L’emittente;
  • Il messaggio;
  • Il ricevente.

In questo articolo, ci concentreremo sulle “persone”. Adesso viene la parte un po’ più difficile.

Il ricevente

Questo meccanismo è chiaro per la comunicazione verbale, quella in cui due persone, fisicamente, dialogano. In questo caso, è abbastanza chiaro come emittente e ricevente si influenzino a vicenda: attraverso gesti e domande, l’emittente comprende le reazioni del ricevente, lo scambio di informazioni è reciproco.

Diventa meno chiara quando il messaggio viene trasmesso da un medium. Non a caso, uno dei saggi più importanti sulla comunicazione è intitolato Il medium è il messaggio1.

Più la tecnologia avanza, più diventa complesso comunicare. Il ricevente sembra ricevere passivamente il messaggio, senza poter influenzare l’emittente, ma è davvero così?

La domanda nasce con l’avvento delle radio e delle TV, ma si era già proposta con la letteratura. Quando abbiamo di mezzo un medium, non possiamo modificare la nostra comunicazione, né possiamo esserne influenzati sul momento. Gli ascolti ci dicono cosa è piaciuto o meno agli spettatori, per esempio. Se a un certo punto una serie di persone ha abbandonato la visione, significa che quello è un punto critico da modificare. Oppure ci dice a quale fetta di popolazione piace un certo programma: il target.

Facciamo un esempio pratico.

Vedete una bottiglia d’acqua rovesciata a terra e di fianco c’è la persona che l’ha fatta cadere, come reagite? Reagireste allo stesso modo se davanti aveste un bambino invece che un adulto? E se fosse un gatto?

  • Con un bambino forse direste: “Non si prendono così gli oggetti, potresti farti male. Se non ci arrivi, non sforzarti e chiedi aiuto”.
  • Con un adolescente potrebbe essere: “Adesso prendi il secchio e pulisci tutto, la prossima volta stai più attento!”
  • Con un amico potreste dire, in tono scherzoso: “Che cretino che sei! Sei proprio un imbranato totale!”

In base a chi abbiamo davanti, abbiamo una diversa reazione e un diverso messaggio: un bambino va educato; un adolescente anche ma in modo leggermente diverso; un adulto non deve essere educato, e la situazione può essere sdrammatizzata.

Come vedete, il ricevente è importante per valutare il tono e il contenuto del nostro messaggio.

In scrittura, non cambia. Se non abbiamo chiaro il nostro target, la nostra comunicazione sarà inefficace.

Conosco già le critiche: ma una volta non parlavano di target.

I lettori di oggi e di ieri

Certo che no, ne esisteva solo uno: l’uomo bianco, istruito e nobile. Si sapeva perfettamente quali fossero stati i suoi studi, addirittura si sapeva le lingue che parlavassero2. Non è che non ci pensavano, è che non avevano alternative. Il problema inizia a porsi con l’allargamento dell’alfabetismo: i bambini necessitano di testi alla loro portata, le donne imparano a leggere (soprattutto quelle della borghesia), gli stranieri e i ceti più bassi… tecnicamente, nascono i generi. Gotici, horror, storie d’amore, romance, avventura… 

Il target non serve a limitare, ma a razionalizzare quello che dite, a scegliere.

Personalmente, trovo più semplice pensare a una buyer persona, ossia a una persona in carne e ossa che incarni il mio target, anche se evito il genere.

Per esempio: un ventenne (maschio o femmina non importa), ancora in fase di studio, del nord Italia, appassionato di sport.

Sfruttare il target

La buyer persona in realtà va molto più nello specifico, ma in questo caso non mi interessa. Cosa mi dicono questi dati?

Un ventenne di oggi ha alle spalle un vissuto un po’ diverso da un quarantenne: 

  • la fine dell’adolescenza passata in pandemia
    Tema: chiusura, isolamento
  • una guerra in Europa
    Tema: paura che arrivi da noi
  • Troppe informazioni 
    Tema: spaesamento

Questi dati possono essere applicati a qualunque tipo di testo:

  • Storia d’amore in cui uno dei due è impossibilitato a uscire per qualunque ragione e possono comunicare solo tramite social.
  • Horror: Un assassino invisibile da cui non esiste nascondiglio.
  • Sci-Fi: una guerra interplanetaria che impedisce alle persone di viaggiare sicuri e una famiglia che non può ricongiungersi.

Se decido di rivolgermi a un appassionato di sport, allora inserirò quel dato e mi dovrò informare sul tipo di sport:

  • Storia d’amore: la persona che non può uscire è frustrata perché non può partecipare a un torneo a cui teneva.
  • Horror: i ragazzi riescono a sopravvivere perché ognuno di loro conosce uno sport che li aiuterà a tendere una trappola.
  • Sci-Fi: la guerra non viene combattuta su un campo di battaglia, ma su dei campi sportivi, come avveniva in alcune guerre azteche.

Linguaggio:

  • si tratta di un ventenne alle prese con lo studio, quindi è possibile usare un lessico specialistico senza doverlo spiegare, la sintassi non deve essere troppo complicata o arzigogolata, ma neanche troppo semplice. 

Come vedete, avere in mente il target può anche aiutare a sviluppare particolari di trama e di stile. Non parlo di marketing, quello viene dopo, una volta terminato.

Conclusione

Per comunicare, c’è sempre bisogno di un ricevente. Quando scrivete, cercate una persona (anche reale) a cui pensi che quella storia potrebbe piacere e iniziate a scrivere come se le stessi parlando. Vedrai che la tua scrittura sarà più chiara.

Hai bisogno di qualcuno che ti guidi nella scelta del target? Hai finito il testo e vuoi sistemarlo? Contattami senza impegno e troveremo insieme la soluzione migliore.


1 Mcluhan
2 Sicuramente sapevano il latino e il francese (considerato come l’inglese oggi) e forse il greco. Se si voleva parlare a una pletora molto ampia, si sceglieva una di queste lingue
.

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